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Ho pubblicato in questi giorni due relazioni dello stato di cose ad oggi e del calendario di impegni del prossimo semestre per il Progetto Imperium in Europa.
Un progetto che vede impegnati, tra gli altri, Polaris, i Lanzichenecchi e Lambda.
Per chi avesse perso le precedenti puntate, questi sono i link:

http://www.noreporter.org/index.php?option=com_content&view=article&id=23851:eccoci-di-nuovo&catid=14:note&Itemid=18  
 

http://www.noreporter.org/index.php?option=com_content&view=article&id=23854:un-calendario-per-le-unita-imperiali&catid=14:note&Itemid=18

Come avevo anticipato, mi concentro adesso sulla mentalità che deve contraddistinguere chi partecipa al progetto e il suo modo di comportarsi.

Egli deve fare sua l'Idea Imperiale.
Su questo argomento abbiamo scritto dettagliatamente e il saggio, che è pronto, verrà pubblicato a breve in tedesco, spagnolo, francese, inglese e italiano, il tutto in un solo quaderno.

 

Se cerchi motivazioni per vivere tranquillo e soddisfatto, delegando ad altri la giustificazione della tua vita, allora il contenuto di questa mail non fa per te.
Se invece sei alla ricerca di come indirizzare le tue energie su di una strada precisa, allora ci siamo.

Gennaio 2016. Con l'incontro internazionale operativo di tre giorni di più quadri direttivi a Bruxelles, si apre un'altra fase del nostro progetto, ed è quella che mira a farlo effettivamente decollare.

Partiamo dal concreto. L'unicità, l'ambizione, ma anche la professionalità del nostro progetto, già sperimentato e in itinere, mette d'accordo moltissima gente di qualità. Ciò riguarda indistintamente uomini stanchi della politica, imprenditori, intellettuali, militanti, ed esponenti politici.

Torniamo online dopo tre giorni d'impegno a Bruxelles.
Renderemo ulteriormente edotti i lettori di noreporter sui risultati raggiunti e sui programmi stilati di cui il nostro portale si farà regolare veicolo d'informazione.
Confermiamo quanto avevamo anticipato ripetutamente e cioè che si sono effettuati gli scavi, gettate le fondamenta, approntate le squadre, per la costruzione ormai imminente dell'edificio, antico e futurista, che abbiamo in mente.
Esso sarà tripartito (cultura, militia ed economia), ma a gestione totale e non settoriale; affermerà, nella pratica oltre che nella teoria, l'idea di Imperium.

Venerdì 13 novembre mi trovavo a Parigi durante gli attentati nei quali, tra feriti e morti al Bataclan, annovero ben sei figli di miei conoscenti. Più istruttivo però è stato il giorno seguente quando ho partecipato al secondo congresso internazionale del Gud, il gruppo universitario di estrema destra da una quarantina di anni. Gli attentati della vigilia avevano provocato lo stato d'emergenza con divieto di qualsiasi riunione pubblica. Quella del Gud si è tenuta lo stesso e non c'era neppure la polizia: tre o quattrocento baldi antagonisti considerati non pericolosi né in pericolo. Di che riflettere.
Senza polemizzare con nessuno – tra l'altro alcuni dei presenti erano tra i più meritevoli – forse sarebbe il caso di trarre lezione dal fatto e di capire che a nulla serve avere ragione (ammesso di averla) se non la s'impone. Pochi va pure bene ma o quei pochi incidono sulle élites o creano potere nel sociale oppure non se li fila, giustamente, nessuno.

 

1. Gabriele, ultimamente hai scritto una nota sull’evolaleninismo, da dove ti è venuta l’idea di associare Evola con Lenin, due personaggi che sono agli antipodi?

Lo sono, è vero. Ma io non li ho confrontati tra loro, non li ho colti nella loro opposizione valoriale, mi sono soffermato invece sui loro specifici modi di porsi nei confronti della realtà. Sono due modi molto diversi ma sono entrambi di matrice sia guerriera che filosofica e sono al tempo stesso ideali e pratici.
Per la valenza spirituale, per le concezioni della storia, della materia, della vita, Evola e Lenin rappresentano due poli opposti, è vero. Entrambi però sono inconciliabili con il trasformismo, con il camaleontismo, con il quieto vivere. Insegnano, su piani diversi, sia l’impersonalità che lo spirito di servizio. Evola lo fa sui piani alti, Lenin su quelli bassi. Personalmente mi rifaccio ad Evola e non al bolscevico; però direi che i suoi insegnamenti